EPICARMO (circa 528 a.C. - 438 a.C.)

Epicarmo, secondo Aristotele, fu l'inventore della commedia.
Nato verso il 528 a.C., egli fu attivo a Siracusa, dove visse alla corte di Gelone e di Gerone. Morì molto avanti negli anni, verso il 438 a.C..
Di Epicarmo si conoscono oltre 30 titoli di commedie e circa 300 frammenti, scritti in dialetto dorico secondo la tradizione indigena. Le sue commedie erano brevi e senza un vero e proprio sviluppo drammatico; circa metà  di esse sono parodie mitologiche: delle avventure di Eracle (Eracle alla conquista di Cinto, Eracle presso Folo), di Ulisse (Ulisse disertore, Ulisse naufrago), di Prometeo (Pirra e Prometeo). Nelle altre, invece, appaiono già  tipi, quali quelli del contadino balordo (Il rustico) e del parassita, che saranno sviluppati dal teatro comico successivo.
Altre sue commedie sono: "Il Raffinato", "Le pentole", "Le Baccanti", "Alcione" e "Chirone".
Dalle numerose sentenze sparse nelle opere, derivarono raccolte che, ampliate e rimaneggiate nei secoli, attribuirono ad Epicarmo la fama di filosofo e scienziato e, forse, proprio per questo gli si attribuivano anche opere filosofiche e gnomiche. Nell'antichità  si ritenne persino che Platone, visitando Siracusa, fosse venuto a conoscenza del pensiero di Epicarmo e ne avesse tratto la sua teoria delle idee.


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